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La Meccanica in Italia nei primi anni del Cinquecento. Il contributo di Niccolò Tartaglia Print E-mail

LA MECCANICA IN ITALIA NEI PRIMI ANNI DEL CINQUECENTO. NOTE SUL CONTRIBUTO DI NICCOLÒ TARTAGLIA  

DANILO CAPECCHI  E RAFFAELE PISANO

University of Rome, “La Sapienza”

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 Lingua Italiana 

Abstract.

   La meccanica dei primi anni del Cinquecento, si occupò essenzialmente di statica, secondo due approcci molto diversi tra loro. Il primo, usualmente classificato come aristotelico in cui l’equilibrio dei corpi era posto come un problema dinamico.  

La meccanica dei primi anni del Cinquecento, si occupò essenzialmente di statica, secondo due approcci molto diversi tra loro. Il primo, usualmente classificato come aristotelico in cui l’equilibrio dei corpi era posto come un problema dinamico. Il secondo approccio, classificato come archimedeo, identificava la statica con la centrobarica, la teoria dei baricentri. In questo periodo tra i protagonisti dello sviluppo della teoria meccanica in Italia secondo l’approccio aristotelico vi furono Niccolò Fontana detto il Tartaglia (1500?-1557) e Girolamo Cardano (1501-1576); mentre tra coloro che teorizzavano secondo l’approccio archimedeo vi furono Federico Commandino (1509-1575) e Francesco Maurolico (1494-1575). In questo lavoro presentiamo solo una sintetica analisi storico-fondazionale dei Quesiti et Inventioni diverse (nel seguito Quesiti) di Tartaglia soffermandoci sui libri VII e VIII in cui Tartaglia  sviluppa i suoi pensieri sulla statica

 Capecchi D. e Pisano R. 2005. “La meccanica in Italia nei primi anni del cinquecento. Il contributo di Niccolò Tartaglia”, XXV  Congr.  SISFA, in press

 
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